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In uno studio realizzato dall’Università della Basilicata emerge che migliorare la resistenza ai terremoti degli edifici presenti in cinque centri della Val d’Agri, “potrebbe avere un costo complessivo di circa 175 milioni di euro”. Secondo la ricerca, denominata “Verso un piano d’azione per la mitigazione del rischio sismico del patrimonio edilizio residenziale della Val d’Agri”, attraverso “un programma d’intervento sviluppato in dieci anni”, la riduzione del rischio sismico “appare compatibile con le disponibilità derivanti dalle royalties” e “consentirebbe di ridurre drasticamente i danni in caso di futuri terremoti coerenti con la pericolosità sismica naturale della zona”.