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Revocati gli arresti domiciliari per i cinque dipendenti Eni indagati per traffico illecito di rifiuti nel filone riguardante il centro oli di Viggiano. Il gip ha convertito la misura cautelare in divieto di dimora. Non potranno dunque dimorare a Viggiano fino alla fine di settembre, quando comunque scadrà il termine massimo della durata di sei mesi della misura cautelare previsto per i reati di cui sono accusati. Ad aprile il Riesame aveva respinto il ricorso presentato dai legali dei cinque per la revoca degli arresti domiciliari. Secondo il Tribunale della Libertà gli indagati avrebbero alterato i dati dei reflui derivanti dalla lavorazione petrolifera perché rientrassero nei parametri imposti. Il 6 ottobre prossimo si svolgerà la prima udienza preliminare del processo.