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Occorre sempre procedere con circospezione e con la propria testa, “provando e riprovando”, come diceva il Poeta. In modo da evitare fuorviamenti ed erramenti. Ma poi anche per non prendere per cure quelle che sono in verità malattie e per soluzioni quelli che, a una più attenta analisi, si rivelano problemi.

Si discute molto ultimamente, e da più parti, sulla quaestio della “flat tax”, la “tassa piatta” che porterebbe al 15 per cento per tutti la tassazione. Alcuni partiti hanno addirittura innalzato solennemente tale “tassa” a panacea di tutti i mali (peraltro richiamandosi a Margaret Thatcher!). Essi sostengono che, in tal guisa, si risolverebbe l’annoso problema dell’evasione fiscale. Vi spiego telegraficamente perché la “flat tax” è il tipico esempio di malattia scambiata per terapia. E lo farò senza limitarmi a ricordare che tale sistema fu escogitato da quel Milton Friedman che è il paladino del contemporaneo neoliberismo deregolamentante che sta producendo ecatombi di lavoratori e di imprenditori.

A tutta prima, la “flat tax” sembra accontentare tutti. Dall’ultimo manovale al bottegaio, dal medico al delocalizzatore. Tutti, infatti, giubilano istintivamente dinanzi a un abbassamento della tassazione. Ma qui si nasconde l’inganno: come diceva Goethe, il diavolo si nasconde nei dettagli. Anche la nostra Costituzione ci ricorda, in modo niente affatto occulto, che tra i pilastri della giustizia sociale v’è il fatto che la tassazione non può essere la medesima per tutti. Sarebbe infatti la summa iniuria se l’operaio e l’imprenditore pagassero la stessa tassazione, per il semplice fatto che, in concreto, non sarebbe affatto la stessa! Pagare il 15 % su mille euro al mese non è affatto lo stesso del pagare il 15 % su 100mila euro al mese: ça va sans dire! Ecco il primo inganno, dunque. Si accontentano tutte le parti sociali, in apparenza. In realtà, si fa un immenso dono a quelle più ricche. Le quali peraltro, se hanno il vizietto di non pagare le tasse, non si capisce bene perché dovrebbero non conservarlo se la tassazione scende.

Veniamo al secondo inganno racchiuso nella flat tax. Se si porta al 15 % la tassazione per tutti, ne segue more geometrico che mancherà in concreto il danaro necessario per pagare servizi, ospedali, scuole, ecc. Crollerà il sistema, già invero pericolante, del welfare state. Che è appunto ciò che la scuola liberista, reaganiana e thatcheriana, desidera più di ogni altra cosa. Conseguenza? Elementare, Watson! Venuto meno il welfare, si procederà privatizzando. I servizi garantiti dallo Stato per i cittadini diverranno merci disponibili mediante enti privati per consumatori. Tanti servizi avrai quanti potrai acquistarne.