centralino 0971 469 466 | diretta 0971 449 055 • SMS 339 31 31 100 scrivi@radiotour.fm

C’è l’ha coi Cinque Stelle, certo. Ma non solo. “Sono stata tradita dalle liti nei dem”. Parla Monica Cirinnà, la donna sul cui nome e testo si gioca la partita delle Unioni civili che ha segnato una nuova battuta d’arresto, di sette giorni, per lo stralcio del “canguro” che comporta la lettura in aula degli emendamenti al testo. Lo fa in un’intervista sul Corriere della Sera entrando nel merito della vicenda che solleva le proteste della galassia Lgbt e non chiama in causa solo la scelta dei grillini di non aderire al meccanismo, sempre contestato, che fa saltare il confronto di merito.

La madrina del testo, avverso a molti a causa della stepchild adoption (adozione omogenitoriale), non risparmia bordate al suo stesso partito. “Sto pagando porcate fatte da certi renziani che volevano un premietto” dice senza remore nell’intervista, rendendo così evidente la spaccatura in seno al Partito democratico che va ben oltre la cesura tra progressisti laici e cattolici. Si sente “amareggiata e delusa, un po’ stanca”, la senatrice. Ma non solo o tanto per la repentina retromarcia dei grillini. “In tutta questa brutta storia – scandisce – pago la lotta, la guerra profonda che c’è tra i renziani… Una cosa tremenda… No, dico: ma ha visto come s’è comportata con me la Di Giorgi? Guardi che lei è una renzianissima della prim’ora, stava a Firenze con Renzi… Eppure…”. “ Pago le delusioni di chi, e sono tanti, nutriva forti aspettative nell’ultimo rimpasto di governo… Stavano tutti lì ad aspettare il premietto, una promozione… Chi voleva guidare una commissione, chi avrebbe voluto diventare sottosegretario… E allora sono scattate volgari ripicche, atteggiamenti assolutamente disgustosi sia in Aula che fuori”.

Share This