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Secondo il Tribunale del Riesame di Potenza, è “fondata” l’accusa contro l’Eni di aver smaltito illecitamente, nel centro oli di Viggiano, i rifiuti prodotti dall’estrazione del petrolio. Per questa motivazione il Riesame ha confermato, il 16 aprile scorso, il sequestro di due vasche e del pozzo di reiniezione al servizio del Cova. Secondo la perizia presentata dai pm, l’Eni reiniettava nel sottosuolo non solo l’acqua venuta in superficie con il petrolio estratto in Val d’Agri ma anche “altri reflui provenienti da distinti processi di produzione effettuati all’interno del centro oli”, con un risparmio notevolmente. Di ausilio alla ricostruzione dei magistrati, la mole di intercettazioni telefoniche captate dagli investigatori tra i cinque dipendenti Eni finiti ai domiciliari lo scorso 31 marzo.