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La criminalità lucana sarebbe legata a sette cosche della N’drangheta calabrese. L’informativa è contenuta nella relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia. La notizia era già stata anticipata, alcuni mesi fa, durante un’intervista al procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. Le attività mafiose riguarderebbero il traffico di droga con la disponibilità di armi, le estorsioni ad aziende e imprenditori, le infiltrazioni nei settori dell’energia, della gestione dei rifiuti, dei servizi sanitari e delle opere infrastrutturali. I gruppi malavitosi lucani e calabresi farebbero sponda anche con alcune aree della pubblica amministrazione locale e nazionale.