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Sono circa 200 i lavoratori della Regione Basilicata con un contratto co.co.co. che rischiano di ritrovarsi senza occupazione nel 2017, secondo le norme previste dalla recente riforma Madia, che impedisce alla pubblica amministrazione di assumere personale con la tipologia di contratto a progetto. Di quei 200, negli uffici regionali, circa 160 si occupano di servizi di assistenza e consulenza tecnica sui fondi europei, un ambito molto importante per la Basilicata. Il servizio di consulenza sarà appaltato ad una ditta privata con una spesa di 35 milioni di euro, 18 in più rispetto a quelli spesi per i lavoratori attualmente impegnati. Cgil, Cisl e Uil chiedono la revoca dell’incarico affermando che non è opportuno affidare a privati la gestione di fondi pubblici destinati ad un settore strategico per la regione.