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vito de filippo e vincenzo robortella

Il giornalista Marco Travaglio, nell’evidenziare l’incoerenza delle dichiarazioni del Presidente Renzi che prova a far credere agli italiani che lo “Stato di pulizia” sia una bandiera del suo governo (come dichiarò all’inizio della suo mandato a Palazzo Chigi, e come poi ha “strumentalmente” ribadito dopo le pronte dimissioni del ministro Guidi), in un articolo del 2 aprile su “Il Fatto Quotidiano”, scrive:

Secondo il gip Michela Petrocelli, il sottosegretario Pd Vito De Filippo (già indagato per Rimborsopoli) “più volte nelle intercettazioni ha assicurato la Vicino (sindaca arrestata di Corleto Perticara, ndr) di un suo intervento presso una non meglio specificata azienda in Roma… per l’assunzione del figlio”.
Che aspetta Renzi a licenziarlo in tronco dal governo?

Ma non solo le non dimissioni di De Filippo, spontanee o imposte, alimentano domande!
Perchè Renzi, sempre per lo “stato di pulizia” (sbandierato ma non per tutti applicato), non chiede le dimissioni “dovute” anche del consigliere regionale Pd Vincenzo Robortella? Risulta tra gli indiziati per il delitto p. e p. dagli artt. 110, 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ndr), in concorso con il padre Pasquale (già consigliere regionale Pd) ed altri soci della “Outsourcing srl” a cui la Regione Basilicata ha ammesso (tramite Sviluppo Basilicata) il contributo di circa 450.000 euro (per la realizzazione di un “Centro Servizi” di supporto alle imprese del settore petrolifero nell’area industriale di Guardia Perticara) secondo il Gip, con artifizi e raggiri, a cominciare dall’aver dichiarato, nella domanda e negli atti conseguenziali, come “attiva” la società, nonostante non lo fosse!

Non c’è nulla di personale. Anzi, devo dire che non conosco proprio Robortella (nè figlio e nè padre) mentre stimo anche De Filippo ma, come persona, non come politico per come ha governato questa Regione (dal 2005 al 2013) e per quanto avrebbe potuto, ma non ha fatto seppure debba ammettere, da lucano che vive in questa regione che, pur ritenendo che dopo di lui sarebbe stato “difficile fare peggio”….. dai primi 868 giorni (ad oggi) di amministrazione Pittella…. devo ricredermi!
Ma dinanzi a questo immane scempio ambientale ed alle ripercussioni sulla salute che nei prossimi anni, purtroppo, emergeranno ancor di più, è doveroso che chi abbia sbagliato (seppure non cosciente del disastro che ci aspetta)  – con umiltà e consapevolezza – faccia più di un un passo indietro.

Del resto, la sostanza dei fatti e della questione, è racchiusa in quanto ha sottolineato in questi giorni anche il Procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti: «Dispiace rilevare che, per risparmiare denaro, ci si riduca ad avvelenare un territorio con meccanismi truffaldini»  e che, in qualche modo, era già emerso nel dicembre del 2008 quando furono arrestati l’allora amministratore delegato della compagnia petrolifera, alcuni dirigenti della Total ed un’ imprenditore. Nell’ ordinanza di custodia cautelare dell’epoca, il gip di Potenza descriveva un ”comitato d’affari” composto da ”imprenditori, politici, pubblici funzionari, faccendieri” che aveva ”praticamente ‘svenduto’ la terra della Basilicata e le sue ricchezze”, trasformando il petrolio, da ”grande occasione di sviluppo” per tutta la regione, in ”un’occasione di arricchimento” personale.

Ma solo dopo il “terremoto giudiziario” dei giorni scorsi, aumentano gli intellettuali e gli opinionisti (anche internazionali), che nel “comprendere” gli immensi interessi non solo economici (e quindi anche gli “effetti collaterali”, soprattutto sulla salute ed ambientali) connessi al petrolio in Basilicata, ipotizzano sin’anche un forte feeling tra le lobby del petrolio ed alcuni politici lucani: Bubbico, De Filippo (hanno governato la Regione “contestualmente al petrolio” ed oggi ricoprono ruoli di grandissimo rilievo nel Governo) e gli ora “renziani” fratelli Pittella (Marcello attuale governatore e Gianni primo vicepresidente del Parlamento europeo, sui cui si soffermava anche Gemelli, compagno della (ex) Ministra Guidi, durante alcune intercettazioni «…ha dei contatti fortissimi con Renzi e quindi riesce a bloccare cose che… (ride)…che altri non ci arriverebbero, ma comunque…!»)
Tra i tanti, questo post di Gad Lerner è davvero emblematico “M’ero sempre chiesto perché il rottamatore Renzi avesse concesso una deroga a Pittella per fare quarto mandato in Europa. Ora lo so”Post del 02/04 di Gad Lerner su Facebook

 

 

 

E poi, tante altre domande su questa Basilicata che, nonostante il petrolio, l’acqua, il vento ed il turismo, resta tra le più povere d’Italia!!! Perchè?
Dobbiamo credere per davvero alla ipotesi complottista secondo cui, le classi politiche (a cominiciare da Colombo) NON HANNO MAI VOLUTO e NON VOGLIONO il nostro vero sviluppo perchè, altrimenti, non riuscirebbero più a gestire il consenso elettorale che, di fatto, li ha trasformati (quasi) tutti in politici di professione?

Insomma una Regione, la Basilicata, i cui abitanti valgono poco meno del 10% ma, con un numero di politici di “importanza” nazionale che valgono … molto molto molto di più: non sfugga, oltre ai citati di cui prima, il seppur giovanissimo Roberto Speranza ma già capogruppo alla Camera (ed addirittura probabile competitor di Renzi) ed il senatore Salvatore Margiotta, di cui Renzo Piano evidenziò essere forse l’ingegnere più ricco d’Italia e che, nonostante l’intensa attività politica, da sempre è riuscito a trovar tempo anche per partecipare (ed aggiudicarsi), tantissimi lavori, di ogni importo, nei Comuni lucani e che, proprio qualche giorno fà, è stato definitivamente assolto dalle accuse di corruzione e turbativa d’asta che gli erano state contestate in un procedimento relativo ad un’inchiesta condotta nel 2008 dal pm Henry John Woodcock (allora in servizio a Potenza) su presunte tangenti nella realizzazione del Centro Oli della Total nell’ambito proprio della concessione “Tempa Rossa”, a Corleto Perticara e su un presunto “comitato di affari” per gestire tangenti sugli appalti delle estrazioni petrolifere in Basilicata.
Margiotta, in particolare, secondo l’accusa (ripeto, definitivamente decaduta ed all’epoca sostenuta da Woodcock), aveva fatto valere il suo potere e la sua influenza di parlamentare e di leader regionale del Pd per favorire l’aggiudicazione degli appalti al gruppo capeggiato dall’impresa Ferrara, in cambio della promessa di 200mila euro per un suo intervento sui vertici di Total ed inerente l’assegnazione di una commessa da 26 milioni di euro.
Il 4 maggio 2001 (al termine del rito abbreviato), il senatore lucano – ora componente della commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato e vicepresidente della Commissione parlamentare Rai – era stato assolto in primo grado “per non aver commesso il fatto”. Condannato in Appello (10/12/2014) è stato nuovamente Assolto in Cassazione (26/02/2016) ma, nel frattempo, è stato “tirato in ballo” da Antonella Accroglianò, la “Dama nera” che svelando il sistema di appalti all’interno dell’Anas, ha parlato di “suoi rapporti privilegiati con i vertici”.

Una Regione con una bellissima Città, Matera, di cui Levi, nei primi anni sessanta ne trasfigurava in opera d’arte, innanzitutto la ‘vergogna’ e che nel 2019, sarà Capitale Europea della Cultura a seguito della Decisione del 2006 (n°1622/2006/CE), con cui il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione stabilirono che, all’Italia, sarebbe toccato nel 2019 (insieme con la Bulgaria)
Ma oggi, ancor di più per le inchieste in corso da cui, oltre allo sfruttamento “indiscriminato” delle nostre risorse emergono gli inquietanti dubbi sui danni causati alla nostra salute ed all’ ambiente (con il beneplacito delle istituzioni?), è doveroso domandarsi, con onestà intellettuale e non solo per le solite “male lingue” che abbinano questa vittoria ad un “contentino per tranquillizzare i lucani”, che cosa Matera (ed il suo territorio) possa davvero “dire di più” rispetto alle ascritto da Pietro De Sarloltre cinque città italiane finaliste (a cominciare da Lecce e Siena e poi Perugia, Ravenna e Cagliari)?

Insomma, rispetto allo “Stato di Pulizia” sbandierato da Renzi, ai lucani restano solo tante perplessità (giuste o sbagliate che siano) e una sola certezza: il petrolio NON ha portato nè lavoro e nè ricchiezza (sin’anche alle sole popolazioni interessate). Con le royalties, nè Bubbico, nè De Filippo ed ancor di più l’attuale governatore Pittella, sono riusciti a gestire le nostre 2 vere priorità: infrastrutture ed ambiente come Pietro De Sarlo, ToP manager lucano, spiega nel suo bellissimo libro “Si può fare!” (edito da Calabria Letteraria). Un libro che è un lungo ragionamento su cosa si possa e si debba fare per sviluppare l’economia della Lucania.
Un alternarsi tra il saggio e il testo scientifico in cui, entrambi, svelano un unico assioma:

per la Lucania un’altra storia è possibile!

Ed io. E noi lucani, vogliamo continuare a crederlo!

gianluigi petruccio

 

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