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Dopo l’espulsione del cittadino marocchino di 32 anni residente a Sant’Arcangelo, dalle indagine emergere che l’uomo era considerato un elemento pericolosissimo capace di azioni solitarie sanguinarie. Il 29 febbraio scorso l’uomo fu fermato per una lite dai Carabinieri e si scagliò contro i militari, gridando di voler tagliare la testa agli italiani e inneggiando all’Isis. Bloccato e portato all’ospedale di Villa d’Agri, fu ricoverano nel reparto psichiatrico con un provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio, chiesto dai medici e controfirmato dal sindaco. Proprio le sue condizioni psichiatriche hanno convinto l’Antiterrorismo ad accelerare la procedura amministrativa di espulsione.

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