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Dopo due mesi di inattività del Centro Oli Eni di Viggiano, causata del sequestro di alcuni impianti in seguito all’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, c’è un primo segnale positivo per il ripristino delle attività. I consulenti della Procura di Potenza, infatti, hanno valutato positivamente le proposte di adeguamento di alcune parti del Centro oli che produce circa 75 mila barili al giorno di petrolio. La valutazione dei consulenti potrebbe portare in tempi brevi a un provvedimento della Procura per il dissequestro temporaneo delle due vasche e di un pozzo di reiniezione. Successivamente l’Eni potrebbe apportare le modifiche all’impianto, riprendere le attività e ridare tranquillità ai 354 dipendenti del Cova e al migliaio di lavoratori dell’indotto.