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L’Eni, in un comunicato, ha ufficialmente spiegato l’ennesima fiammata verificatasi al Centro Oli di Viggiano parlando di “un fenomeno di trascinamento di liquidi al termo-ossidatore che ha determinato fumo e visibilità per circa 5 minuti al camino al cui interno erano presenti elementi liquidi”. La compagnia assicura che “non c’è stato alcun pericolo ne per le persone ne per l’ambiente, e che sia la sua centralina che la rete di rilevamento dell’Arpab non avrebbero registrato nessun sforamento dei limiti di legge regionali e nazionale dei parametri di qualità dell’aria”.

Intanto il sindaco di Viggiano, Cicala, è tornato a chiedere una struttura di monitoraggio attiva 24 su 24 e l’istituzione di un ufficio che svolga appositamente e costantemente attività di controllo sul cova e sulle aziende dell’indotto.

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