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In una nota l’Eni parla dell’inchiesta che ha portato al blocco delle attività del Cova e specificatamente della gestione dei rifiuti derivanti dalla lavorazione del greggio. Smaltire l’acqua portata in superficie col petrolio considerandola rifiuto pericoloso, come indicato dai periti della Procura della Repubblica di Potenza, “riqualificherebbe una parte essenziale dell’impianto del centro oli come impianto di trattamento rifiuti e non come un impianto di produzione olio e gas”.  Inoltre, se l’acqua che arriva in superficie col greggio non potesse essere reiniettata si dovrebbe trasportarla in discariche autorizzate con migliaia di autobotti e ciò comporterebbe in primo luogo un ingente impatto territoriale e inoltre, per i volumi in questione, sarebbe impossibile mantenere la produzione attuale del centro.

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